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“Non ricordo bene quando. Del resto non si può dire quando nasce, e neanche precisamente quando la scopri. Credo che la passione uno ce l’abbia dentro e con il tempo poi si accorge che coltivarla lo può rendere più felice”. Iniziò nel lontano ’95 ad esibirsi davanti ai compagni del “Grest” di S.Stefano (PD) cantando “Gli Anni” degli 883, gruppo che lo ha accompagnato nella beata (e sconsiderata) giovinezza nel corso degli anni’90. In verità (in verità) pareva che la maggior parte di chi gli stava davanti, mentre lui cantava, si facesse i cavoli suoi, ma lui si sentiva comunque, a 10 anni, un figo della madonna, una star. Nel ’99, all’alba dell’adolescenza, scopre il gruppo che lo strega come mai nessun altro: i Red Hot Chili Peppers. L’album era Californication, che ascolta quotidianamente per due anni, seguendo con entusiasmo l’uscita di ogni singolo neanche fosse lo scudetto del Milan. Il primo progetto che lo porta ad esibirsi in un locale nasce nel 2003, grazie all’amico Alessio, come cover rock band ma muore subito dopo il primo live (maggio 2004),  disastroso ma divertente e utile per provare l’effetto della scena. I successivi 2 anni il Nostro si barcamena tra prove in sala e progetti non troppo felici. Nel 2006 per caso il buon amico Andrea lo avvisa di un annuncio: “Red Hot Chili Peppers Tribute (Boy) Band cerca cantante”. Era l’occasione che aspettava. Si presenta bello carico ai provini e, dopo un paio di mesi, i ragazzi decidono che si tratta dell’uomo giusto per completare il quadro. Qui ho riassunto la mia vita nei vari intrecci con la musica, è ora d’obbligo ringraziare qualcuno di importante: il mio folle maestro di canto Lucio Donati, che pago da anni e mai ch’el se desmentega el conto, e Lorenzo Faggin, entusiasta e felice guitar player che da poco mi sta introducendo nel mondo delle 6 corde. Meritano menzione anche le voci che più amo e da cui traggo ispirazione: Anthony Kiedis (R.H.C.P), Brandon Boyd (Incubus), Matthew Bellamy (Muse), Jeff Buckley, Tom Chaplin (Keane), Michael Stipe (R.E.M.).